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Dipartimento affari giuridici e legislativi - Ufficio contenzioso, per la consulenza giuridica e per i rapporti con la Corte europea dei diritti dell'uomo

Servizio contenzioso ordinario e amministrativo

Procedimenti

1. PROCEDIMENTI CHE INTERESSANO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

1.1 Costituzione di parte civile nel processo penale

La costituzione di parte civile delle amministrazioni dello Stato nei procedimenti penali è disciplinata dall’articolo 1, comma 4, della legge 3 gennaio 1991, n. 3, che la subordina alla autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri (o del Sottosegretario di Stato delegato). L'autorizzazione viene concessa, previo parere della competente Avvocatura dello Stato, quando vengono in rilievo interessi pubblici, patrimoniali e non patrimoniali, di rilevanza tale da rendere opportuno che l'Avvocatura dello Stato affianchi l'azione del pubblico ministero. Ai sensi del combinato disposto degli articoli 79 e 484 c.p.p., la costituzione di parte civile può avvenire per l'udienza preliminare e, successivamente, a pena di decadenza, prima dell'inizio del dibattimento.

Il procedimento di autorizzazione

La richiesta di autorizzazione alla costituzione di parte civile da parte dell’Amministrazione statale individuata persona offesa dal reato, va inoltrata, a firma del Capo di Gabinetto del Ministro interessato, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio contenzioso e per la consulenza giuridica, corredata dal parere dell’Avvocatura dello Stato competente, accompagnata da una documentata relazione illustrativa dell’entità del danno subito (patrimoniale e non patrimoniale). La richiesta deve pervenire almeno dieci giorni prima del giorno fissato per l’udienza preliminare, o, al più tardi, dieci giorni prima della data fissata per la prima udienza dibattimentale, al fine di consentire all’ufficio competente di poter compiere tempestivamente le formalità necessarie al rilascio dell’autorizzazione.
Il provvedimento di autorizzazione viene, quindi, inviato all’Avvocatura dello Stato per il perfezionamento delle formalità di costituzione.

Esecuzione delle condanne risarcitorie in favore dello Stato

Le condanne al pagamento di risarcimenti, anche sotto forma di provvisionali immediatamente esecutive, in favore della Presidenza del Consiglio dei ministri, costituita parte civile, sono eseguite dall’Ufficio contenzioso - servizio liquidazione. L’Ufficio chiede all’Avvocatura dello Stato l’avvio dell’azione in sede civile in caso di condanna risarcitoria generica.

1.2 Patrocinio autorizzato di amministrazioni pubbliche non statali e di altri enti pubblici

Accanto al patrocinio esclusivo ed obbligatorio in favore delle Amministrazioni dello Stato, previsto dall’articolo 1 del Testo Unico n. 1611/1933 l’Avvocatura dello Stato può essere autorizzata ad assumere la rappresentanza e difesa anche di altre amministrazioni pubbliche non statali e di enti pubblici, così come disposto dall’articolo 43 del citato Testo Unico (c.d. patrocinio autorizzato). L’autorizzazione al patrocinio è rilasciata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che, dopo le formalità di registrazione, viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, a fini notiziali.

Il procedimento di autorizzazione

La richiesta di autorizzazione al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato va inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio contenzioso e per la consulenza giuridica, per la relativa istruttoria. Sulla richiesta l’Ufficio acquisisce il parere dell’Avvocatura generale dello Stato e del Ministero competente per materia ed il concerto dei Ministeri della giustizia e dell’economia e delle finanze. Enti autorizzati

2. PROCEDIMENTI CHE INTERESSANO I DIPENDENTI PUBBLICI

2.1 Patrocinio autorizzato dei dipendenti pubblici

L'Avvocatura dello Stato assume la rappresentanza e la difesa degli impiegati e agenti delle Amministrazioni dello Stato o delle amministrazioni o degli enti di cui all'art. 43 nei giudizi civili e penali che li interessano per fatti e cause di servizio, qualora le amministrazioni o gli enti ne facciano richiesta e l'Avvocato generale dello Stato ne riconosca la opportunità (articolo 44 del r.d. n. 1611/1933).

Il procedimento di autorizzazione

La domanda dell’impiegato di avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato ai sensi dell’articolo 44 del r.d. n. 1611 del 1933 va inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio contenzioso e per la consulenza giuridica, per il tramite dell’Amministrazione di appartenenza. Quest’ultima dovrà accompagnare la richiesta con una relazione motivata in ordine all’ascrivibilità delle condotte attribuite all’impiegato nella qualità di dipendente dell’amministrazione ed alla corrispondenza della difesa dell’impiegato all’interesse dell’amministrazione stessa. Sulla domanda, l’Ufficio acquisisce il parere dell’Avvocatura dello Stato in ordine alla sussistenza dei presupposti sostanziali e giuridici per l’assunzione del patrocinio. Il procedimento si conclude con una comunicazione di nulla osta da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

2.2 Rimborso delle spese legali sostenute dai dipendenti statali per giudizi di responsabilità

L’articolo 18 del decreto legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, stabilisce che “le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza che escluda la loro responsabilità, sono rimborsati dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato.” Il provvedimento che dispone il rimborso è adottato dall’Ufficio contenzioso e della consulenza giuridica – Servizio liquidazione.

I presupposti per ottenere il rimborso

  1. Atti e fatti connessi con l’espletamento del servizio: occorre che l’atto o il fatto oggetto del giudizio sia stato compiuto nell’esercizio delle attribuzioni affidate al dipendente e che vi sia un nesso di strumentalità tra l’adempimento del dovere e il compimento dell’atto, nel senso che il dipendente non avrebbe assolto ai suoi compiti se non ponendo in essere quella determinata condotta.
  2. Provvedimento giurisdizionale che esclude la responsabilità del dipendente. In relazione a tale presupposto, con riferimento ai giudizi penali, nessun dubbio si pone in ordine alla rimborsabilità delle spese per i processi conclusi con le formule “perché il fatto non sussiste” o “perché l’imputato non lo ha commesso”. Viceversa, la giurisprudenza amministrativa è concorde nell’escludere la rimborsabilità nel caso di proscioglimento con formula meramente processuale (ad es: prescrizione).
  3. Parere di congruità dell’Avvocatura dello Stato: la richiesta di rimborso, in presenza dei presupposti di cui ai punti 1 e 2, viene sottoposta al vaglio dell’Avvocatura dello Stato, che determina il quantum rimborsabile, effettuando una apprezzamento di carattere essenzialmente tecnico sull’attività esercitata dal professionista che ha assistito il dipendente. La determinazione dell’Avvocatura dello Stato tiene comunque conto delle tariffe professionali vigenti per il tipo di prestazione di cui si è avvalso il dipendente.

 

In aggiornamento

3. CONTENZIOSO IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI - AZIONE DI RIVALSA DELLO STATO

 

 

pagina aggiornata il 15 gennaio 2014

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