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Commissione interministeriale di coordinamento IOPC FUND

   

Commissione Interministeriale di coordinamento dell’International Oil Pollution Compensation Fund (IOPC)

E’ una Commissione interministeriale operante presso il Dipartimento, istituita con DPCM 30 agosto 1999. Svolge un coordinamento a livello nazionale ed ha il compito di istruire e raccordare le iniziative delle varie amministrazioni interessate (Avvocatura Generale dello Stato, Ministero degli Affari Esteri, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Economia e delle Finanze, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico) alle tematiche riferite all’inquinamento legato al trasporto marittimo di idrocarburi e materiali inquinanti al fine di determinare le posizioni dell’Italia in sede internazionale.
Le problematiche trattate riguardano il risarcimento dei danni provocati da sinistri marittimi nel trasporto di idrocarburi, danni provocati dallo sversamento in mare del combustibile delle navi (Bunker oil pollution damage), danni da inquinamento in dipendenza del trasporto di sostanze pericolose e tossiche via mare (Hazardous and Noxious substances) diverse da idrocarburi, rimozione dei relitti (Wreck removal).
Successivamente alla Commissione, con DPCM 6 marzo 2001, sono stati attribuiti più ampi compiti, al fine di rafforzare il ruolo del nostro Paese nell’ambito dell’IOPC Funds (International Oil Pollution Compensation) e sovrintendere in collegamento con il Ministero degli Esteri all’iter delle ratifiche parlamentari delle Convenzioni internazionali in materia, nonché agli adempimenti internazionali per l’esecuzione delle medesime.
In collegamento con l’IOPC opera l’IMO (International Maritime Organization).
Ambedue gli Organismi hanno sede a Londra. L’insieme dei Fondi IOPC è stato istituito per consentire un pronto indennizzo dei danni economici ed ambientali dovuti sia ad incidenti marittimi sia allo sversamento accidentale di idrocarburi e materie  inquinanti nelle acque del mare, basandosi sul principio della “responsabilità oggettiva” a carico dell’armatore della nave che ha determinato detto inquinamento, del proprietario e del destinatario del carico (chi danneggia paga).
Attualmente sono 105 i Paesi membri del Fondo ed il loro numero è in progressivo aumento in riconoscimento dell’importanza del suo ruolo. L’Italia è attualmente uno dei componenti del Comitato Esecutivo e dell’organo di controllo finanziario Audit Body.

L’IMO è una delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, volta a promuovere la cooperazione marittima tra i paesi membri e a garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino.
A tal fine promuove l’elaborazione e l’adozione di convenzioni ed accordi su materie relative alla navigazione ed al trasporto via mare dei passeggeri e delle merci, nonché alle garanzie del trattamento degli equipaggi. I Paesi membri dell’IMO sono attualmente 168.
L’Italia è membro di tale Organismo ed è inclusa nel ristretto gruppo di 10 Paesi con più ampio tonnellaggio e maggiormente evoluti in tema di navigazione.
Tale riconoscimento deriva dal fatto che l’Italia è tra gli Stati che hanno ratificato il maggior numero di trattati attualmente in vigore nel settore del trasporto marittimo e possiede una flotta ampiamente rinnovata e tecnologicamente avanzata, che è garanzia di sicurezza della navigazione e di tutela dell’eco-sistema marino. Il nostro Paese è Parte contraente delle principali convenzioni in materia e, sulla base delle importazioni annue di prodotti petroliferi nel territorio nazionale, figura quale terzo Stato contribuente al Fondo (preceduto dal Giappone e dalla Corea).
Il quadro giuridico di riferimento è costituito dalla legge 27 maggio 1999, n. 177 – Adesione della Repubblica Italiana ai Protocolli emendativi delle Convenzioni del 1969 e del 1971 (adottati a Londra il 27 novembre 1992).
Attualmente le attività della Commissione si svolgono in connessione con i seguenti strumenti internazionali ratificati o in attesa di ratifica:

  • Civil Liability Convention (CLC) e IOPC Fund 1992 (ratificata con la sopra citata legge n. 177/99);
  • Fondo supplementare 2003 ai primi due collegati (ratificata con legge 12 luglio 2005, n. 130);
  • Bunker Oil Convention (ratificata con legge 1 febbraio 2010, n. 19)
  • Hazardous and Nozious Substances (HNS) (già firmata in attesa di ratifica parlamentare);
  • Wreck Removal Convention (WRC) (firmata, ma con riserva di ratifica)

 

FONTI NORMATIVE

- Legge 1 febbraio 2010, n. 19

- Legge 12 luglio 2005, n. 130

- Legge 27 maggio 1999, n. 177

- D.lgs 27 maggio 1978, n. 504

- DPCM 1 dicembre 2009 (composizione Commissione IOPC)

- DPCM 6 marzo 2001

- DPCM 30 agosto 1999

 

 

 

 

 

 

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