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Dipartimento per il coordinamento amministrativo

   

Remissione alla delibera del Consiglio dei Ministri ex art.14-quater, comma 3, legge n.241/1990

Il procedimento di cui all’articolo 14 quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241 disciplina le ipotesi nelle quali la conferenza di servizi non può concludersi con determinazione motivata dell’Amministrazione procedente. Il predetto articolo prevede che, in ipotesi di motivato dissenso espresso da  un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, l'amministrazione procedente rimetta la questione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali interessati.

Se il motivato dissenso è espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, ai fini del raggiungimento dell'intesa, in ossequio ai principi stabiliti dalla Corte costituzionale circa la necessità di assicurare la presenza di adeguati strumenti di coinvolgimento delle Regioni nella disciplina delle materie di competenza regionale, sono previste più riunioni, fino ad un massimo di tre e in un arco temporale complessivo di 90 giorni, nel cui ambito si pongono in essere reiterate trattative volte a superare le divergenze.

Se l'intesa non è comunque raggiunta, la deliberazione del Consiglio dei Ministri può essere adottata con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate.

Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo è stato individuato quale struttura competente a svolgere l’istruttoria necessaria per la delibera del Consiglio dei Ministri.

Il Servizio, ai fini della predetta istruttoria, indice riunioni di approfondimento, acquisisce documentazione, cura i contatti formali, tra cui l’accesso agli atti, ed informali con tutte le Amministrazioni e gli Enti interessati, nell’intento di superare il dissenso e quindi pervenire ad un’intesa tra le Amministrazioni in origine dissenzienti.

Il procedimento curato dal Servizio è caratterizzato da una tempistica molto stretta, in quanto il fascicolo istruttorio deve essere trasmesso al Consiglio dei Ministri in tempo utile perché la delibera richiesta venga adottata rispettando, di massima, il termine di sessanta giorni previsto dalla legge. Nel caso di dissenso di una Regione o Provincia autonoma nelle materie di competenza, si dà luogo alla procedura complessa e articolata con un massimo di tre riunioni sopra richiamata.

La questione, così istruita, viene esaminata nel primo Consiglio dei Ministri utile, che si esprime sulla problematica sottopostagli con diverse tipologie di delibere.


Si ha infatti una delibera di presa d’atto, qualora, nel corso dell’istruttoria svolta presso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo, il dissenso sia stato superato e sia stata raggiunta l’intesa tra le amministrazioni coinvolte; si ha invece una delibera di contenuto positivo, nel caso in cui, pur permanendo l’originario dissenso sul progetto portato all’esame del Consiglio dei Ministri, il Consiglio ritenga di allinearsi alla posizione assunta dalle Amministrazioni favorevoli alla realizzazione del progetto; si ha infine una delibera di contenuto negativo quando, permanendo il dissenso, il Consiglio dei Ministri ritenga di condividere la posizione delle Amministrazioni contrarie al progetto; il Consiglio dei Ministri, infine, ove ravvisi la necessità di ulteriori approfondimenti istruttori, adotta una delibera interlocutoria.

 


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