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Dipartimento per il coordinamento amministrativo

   

Immigrazione

Il Servizio per la tutela della persona assicura, in materia di immigrazione, il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei Ministri per tutte le competenze previste dal Testo Unico in materia di immigrazione, attivando un costante coordinamento.

In particolare, il Servizio predispone tutti gli atti e coordina con le Amministrazioni interessate gli incontri con gli Enti e le Associazioni nazionali maggiormente attive nell’assistenza e nell’integrazione degli immigrati, svolgendo un’approfondita istruttoria per la predisposizione del documento programmatico triennale sino alla relativa trasmissione al Consiglio dei Ministri, per l’approvazione con decreto del Presidente della Repubblica.

L’approccio italiano al fenomeno dell’immigrazione nelle politiche del lavoro è basato su un corretto rapporto tra il datore di lavoro e lo Stato, il che comporta il versamento di imposte e contributi sociali, la disponibilità di un alloggio adeguato, una idonea formazione professionale e opportunità di integrazione sociale e civile nella società italiana.

La lotta all’economia sommersa e alla presenza irregolare o clandestina sul territorio nazionale si realizza attraverso diverse misure: regolamentazione dei nuovi ingressi tramite il contratto di soggiorno, iniziative in materia di formazione all’estero prima della partenza (lingua e formazione professionale) e contrasto allo sfruttamento dei lavoratori stranieri.

Da ciò nasce l’esigenza che la programmazione dei flussi di ingresso si sviluppi in maniera coerente con la capacità di accoglienza e di inserimento nella società italiana, non solo nel mercato del lavoro ma anche nelle comunità locali, in un quadro di compatibilità con le condizioni di alloggio e dei servizi sociali.

La legge n. 189/2002 (c.d. legge Bossi-Fini) ha apportato delle novità alle procedure di ingresso per motivi di lavoro dei cittadini non comunitari sia sotto il profilo organizzativo sia sotto il profilo sostanziale. Sotto l’aspetto sostanziale la citata legge ha collegato l’ingresso del lavoratore straniero all’esistenza di un’idonea proposta di contratto di lavoro. Si tratta di un particolare tipo di contratto finalizzato all’instaurazione del rapporto di lavoro con il lavoratore subordinato straniero: il contratto di soggiorno per lavoro subordinato.

In aggiunta ai normali elementi, che costituiscono il contenuto essenziale del contratto di lavoro subordinato, il contratto di soggiorno per lavoro deve contenere due elementi ulteriori:

a) l’impegno del datore di lavoro, affinché sia garantita un’abitazione al lavoratore straniero che rientri nei parametri previsti per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;

b) l’impegno del datore di lavoro al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza. Per regolamentare la materia sono stati adottati recentemente i seguenti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri:

1) D.P.C.M. 3 dicembre 2008 “Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2008” pubblicato nella G.U. n. 288 del 10 dicembre 2008;

2) D.P.C.M. 20 marzo 2009 “Programmazione transitoria dei flussi di ingresso di lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2009”, pubblicato nella G.U. n. 84 del 10 aprile 2009.

3) D.P.C.M. 30 novembre 2010 “Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2010” pubblicato nella G.U. n. 305 del 31 dicembre 2010"

4) D.P.C.M. 13 marzo 2012 "Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello stato per l'anno 2012"

5) D.P.C.M. 16 ottobre 2012 "Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello stato per l'anno 2012"

 

 

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