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Ufficio Onorificenze e Araldica

   

OMRI - Ordine al Merito della Repubblica Italiana

CIRCOLARE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, 8 agosto 2002
Conferimento delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana"

Ai Ministeri
Ufficio di Gabinetto

OGGETTO: Conferimento delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana".

Si ritiene opportuno richiamare l'attenzione dei Dicasteri sul valore e la funzione delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" ed in particolar modo sul dettato dell'articolo 1 dello statuto del medesimo Ordine:
"L'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana", secondo gli scopi indicati dalla legge 3 marzo 1951, n. 178, che lo istituisce, è destinato a ricompensare benemerenze acquistate verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari".

Già con nota del 10 novembre 1971, n. protocollo 20/8, questa Presidenza individuò le linee guida per la segnalazione dei potenziali destinatari di tali onorificenze. Considerato il lungo lasso di tempo trascorso, appare necessaria una ricognizione su tali criteri ed un loro adeguamento al mutato ordinamento dei dipendenti pubblici ed alle esigenze di valutazione meritocratica, in linea con lo spirito e le finalità della normativa istitutiva del conferimento.

A tal proposito, in occasione del 50° anniversario dell'istituzione dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana", lo stesso Presidente della Repubblica, Capo dell'Ordine, ha ritenuto di dare un nuovo e forte impulso al dettato dell'articolo 1 dello Statuto, sottolineando il valore del Merito riconosciuto come uno dei principi fondanti del comportamento dello Stato, della Pubblica Amministrazione e delle istituzioni di governo, centrali e locali. Allo stesso tempo il Capo dello Stato ha individuato nel volontariato e nell'impegno sociale ulteriori elementi di valutazione.

Al fine di preservare il prestigio dell'Ordine si è inoltre provveduto ad una riduzione del numero di onorificenze conferibili, rideterminando il relativo contingente annuo.

Si richiama, pertanto, l'attenzione dei Dicasteri a formulare le segnalazioni di persone benemerite nel campo di attività che rientrano nelle rispettive competenze, limitatamente a casi che meritino particolare considerazione, attestata da approfondita ed adeguata istruttoria, che consenta di accertare la sussistenza dei requisiti necessari e l'assenza di cause di indegnità. Le segnalazioni di conferimento dovranno prescindere dal criterio dell'automatismo legato all'anzianità, all'appartenenza a categorie sociali, carriere e gradi onorifici e privilegiare il merito personale e sociale.

A tal fine le proposte dovranno essere sostenute con motivazioni congrue ed adeguate al grado onorifico richiesto. Non è pertanto sufficiente che la proposta sia accompagnata da un generico riferimento a "speciali benemerenze verso la Nazione", ma è necessario che la motivazione illustri in termini precisi i meriti che contraddistinguono la persona da insignire. Il conferimento dell'onorificenza costituisce un attestato di gratitudine, un segno tangibile di riconoscimento, che pertanto deve essere adeguatamente giustificato.

Particolare riconoscimento spetterà a coloro che con spirito di dedizione e disinteresse contribuiscano: alla promozione ed alla salvaguardia della cultura, dell'ambiente, delle biodiversità e della salute umana; alla promozione dei settori della vita sociale inerenti alla famiglia, alla scuola ed al lavoro; allo sviluppo economico con il loro apporto professionale e/o imprenditoriale.

Nel caso di dipendenti della Pubblica Amministrazione, l'onorificenza verrà riconosciuta a coloro i quali, previa valutazione della qualifica rivestita, delle doti professionali e culturali, abbiano svolto il proprio servizio con cura e dedizione, nell'intento di migliorare l'istituzione in cui operano e di fornire un servizio disinteressato alla collettività, meritando la gratitudine della Repubblica. Andranno inoltre individuati, con l'aiuto delle Autorità che operano sul territorio, i dipendenti che svolgono attività assistenziale e di volontariato e che si prodigano operando con sensibilità, generosità ed impegno eccezionali. Non sarà pertanto possibile procedere alla segnalazione di dipendenti che abbiano riportato note di demerito o sanzioni disciplinari.

Resta fermo che le onorificenze potranno essere conferite soltanto a coloro che abbiano compiuto il 35° anno di età; che per la prima volta non può esser conferita onorificenza di grado superiore a quella di cavaliere; che per la promozione nei vari gradi è richiesta una permanenza di tre anni nel grado inferiore. In quest'ultimo caso la promozione è comunque subordinata alla sussistenza di benemerenze diverse da quelle che hanno determinato il conferimento dell'onorificenza di classe inferiore. Per quanto non espressamente previsto, si rinvia alle disposizioni ed ai criteri determinati nelle circolari pregresse, che dovranno essere interpretate con maggiore flessibilità.

Al fine di agevolare il procedimento concessorio e nel rispetto delle disposizioni di legge e dei regolamenti vigenti in materia, si richiama infine l'attenzione di codesti Dicasteri ad inoltrare le segnalazioni nel rispetto dei termini prescritti dall'articolo 4 del D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458. Le segnalazioni dovranno essere corredate di tutte le informazioni raccolte sulla persona, sui suoi meriti e sulle eventuali onorificenze già conferite, di modo che le singole pratiche siano complete per ogni richiesta che ne possa fare questa Presidenza o la Giunta dell'Ordine.

I dati personali raccolti dovranno essere utilizzati esclusivamente per l'istruttoria necessaria al conferimento dell'onorificenza ed in conformità degli articoli 10, comma 1, e 13 della legge 31 dicembre 1996, n. 675.

Ciò premesso, nel richiamare l'attenzione dei Dicasteri in indirizzo sulla necessità di una scrupolosa applicazione delle disposizioni impartite, corre l'obbligo di far presente, ancora una volta, che questa Presidenza sarà costretta a non dare corso alle proposte non regolarmente compilate.

Il Sottosegretario di Stato
(Letta)

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